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Il primo workshop italiano per albergatori: Denaro, famiglia e le radici invisibili del successo economico. Le costellazioni sistemiche per hotel a Pietra Ligure

Il primo workshop italiano per albergatori: Denaro, famiglia e le radici invisibili del successo economico. Le costellazioni sistemiche per hotel a Pietra Ligure

Un hotel non è solo muri, camere e prenotazioni. È un eco-sistema vivente, in trasformazione, attraversato ogni giorno da storie, legami, aspettative, paure e desideri. Oggi la questione non è solo fare bene il proprio mestiere da un punto di vista delle tecnicality. Occorre riscoprire cosa ci motiva a livello profondo e, di conseguenza quali zavorre ci portiamo appresso. Fare l’albergatore non è solo un lavoro, è un’arte, quasi una vocazione.

E per farlo al meglio occorre rimuovere quello che ci frena .. quello che consapevolmente o inconsapevolmente ci fa perdere energia. Spesso, quando si parla di denaro e successo economico, le vere cause di ciò che funziona – o non funziona – non stanno solo nei numeri ma nelle radici invisibili che li generano.

È da questa consapevolezza che è nato il workshop esperienziale “Denaro, famiglia e le radici invisibili del successo economico”, pensato e realizzato a quattro mani con Francesca Gussoni, counselor sistemico relazionale, terapista TRE® e formatrice specializzata. Siamo riusciti a portare le costellazioni sistemiche alberghiere all’interno di una associazione di albergatori per la prima volta in Italia.

Carlo Scrivano, direttore di UPASV (Unione Provinciale Albergatori di Savona), ha subito colto il potenziale della nostra proposta e, con curiosità e lungimiranza, ha voluto approfondire la nostra proposta. In maniera entusiasta, e con l’avvallo della presidentessa dell’associazione, Stefania Piccardo, ha scelto di portare per primo in Italia un lavoro sulle costellazioni sistemiche alberghiere applicate al mondo alberghiero, aprendo uno spazio nuovo di riflessione ed esperienziale per gli imprenditori del settore.

Senza promettere “ricette” o soluzioni preconfezionate, abbiamo accolto tanti albergatori che, pur con qualche timore iniziale su ciò che sarebbe potuto accadere, hanno scelto di esserci e di partecipare in modo autentico. Sin dall’inizio la loro disponibilità a mettersi in gioco ha trasformato la sala in un laboratorio vivo, dove il tema del denaro si è intrecciato con quello della famiglia, del ruolo e del posto che ognuno occupa nel proprio sistema.

Il tandem Gussoni-Molinari, grazie anche all’apertura al nuovo ed alla voglia di condivisione dei partecipanti, ha prodotto riflessioni teoriche, esempi pratici e momenti esperienziali per esplorare cosa, a livello profondo, può frenare, rallentare o anche impedire il pieno successo di una struttura ricettiva.

Perché parlare di “radici invisibili” quando si parla di hotel? Perché, soprattutto nelle strutture a gestione familiare, la filosofia gestionale non nasce nel vuoto: è influenzata – spesso inconsapevolmente – da dinamiche ereditate dal passato, dai non detti, dai conflitti mai risolti e dai legami con il proprio albero genealogico. Così il modo in cui si gestisce il denaro, si assumono decisioni, si investe, si delega o si trattiene il controllo può essere condizionato da blocchi, irretimenti e fedeltà invisibili verso situazioni che non ci appartengono, o ci appartengono solo in piccola parte, ma che continuano ad agire.

Durante il workshop, Francesca è stata formidabile nel rappresentare alcune situazioni limitanti portate dai partecipanti. Chi ha avuto il coraggio di condividere una parte della propria storia personale e aziendale ha permesso a tutti di riconoscere dinamiche comuni: il peso delle aspettative familiari, la difficoltà nel lasciare andare un ruolo, la paura del successo o del fallimento, la tensione tra il desiderio di innovare e il bisogno di rimanere fedeli a “come si è sempre fatto”.

Attraverso le costellazioni sistemiche alberghiere, queste dinamiche sono state rese visibili e tangibili. Non ci siamo fermati alla superficie delle parole: abbiamo guardato ciò che stava “dietro le quinte” di certi blocchi, trasformando alcuni nodi del passato in nuove possibilità di movimento. Quando un irretimento si scioglie, spesso accade qualcosa: il denaro può tornare a fluire, le decisioni diventano più chiare, le relazioni trovano un equilibrio diverso, ci sente più leggeri.

Questo lavoro ha confermato ancora una volta una verità semplice e potente: l’hotel riflette l’anima di chi lo guida. Quando l’anima dell’hotel è appesantita da conflitti, tensioni familiari o ruoli confusi, tutto diventa più faticoso: i collaboratori lavorano con meno serenità, le relazioni si irrigidiscono, le scelte strategiche si fanno attendere. Quando invece il sistema viene visto, riconosciuto e alleggerito, cambia l’energia complessiva della struttura.

La parte forse più toccante della giornata è arrivata dalle parole dei partecipanti. Alcuni hanno raccontato di essersi portati a casa “il giusto posto”, come se il lavoro fatto avesse preparato il terreno per mettere in pratica i propri desideri partendo dalla posizione corretta. Altri hanno parlato di un “arricchimento profondo”, sottolineando come sia fondamentale affiancare alla tecnologia e all’operatività una crescita della persona, perché è lì che si aprono spiragli nuovi. C’è chi ha ricordato che non ci si salva da soli – né come imprenditori né come esseri umani – e che ciascuno di noi è parte di sistemi più grandi di sé. E qualcuno, ascoltando il racconto della propria socia, ha espresso a posteriori il rammarico di non essere stato presente, definendo l’esperienza “meravigliosa” e “pazzesca”.

Sono testimonianze che parlano da sole e che confermano la direzione intrapresa: integrare strumenti di crescita personale e sistemica dentro il mondo dell’ospitalità non è un vezzo, ma una necessità per chi vuole affrontare il presente e soprattutto futuro con più consapevolezza. In un contesto in cui si parla tanto di intelligenza artificiale, automazioni e nuove tecnologie, questo workshop ci ha ricordato l’importanza di coltivare prima di tutto l’intelligenza relazionale, quella emotiva e le dinamiche sistemiche.

Un grazie sincero va alla UPASV,  a Carlo Scrivano e Stefania Piccardo,  per aver creduto in questo progetto e per aver aperto uno spazio di sperimentazione tanto coraggioso quanto necessario. E un grazie profondo va a tutti gli albergatori che ci hanno permesso di entrare, con rispetto, nei loro sistemi familiari e gestionali, condividendo storie, dubbi e desideri.

Questo viaggio al fianco degli albergatori della Liguria non si chiude qui. È un punto di partenza. Le nostre antenne restano alte per intercettare nuovi bisogni e metterci a disposizione con le nostre esperienze, conoscenze e talenti. Da una parte la competenza organizzativa e gestionale maturata da Vittorio Molinari in oltre 18 anni sul campo nei 15 hotel in cui ha prestato opera e da oltre 20 in qualità di consulente alberghiero; dall’altra la potenza delle Costellazioni Familiari e del lavoro sistemico portato da Francesca Gussoni che ha improntato da sempre la sua vita nella ricerca e sviluppo di doti e talenti personali per il bene suo ed altrui.

Se sentite che nella vostra struttura – non solo alberghiera - qualcosa “non scorre”, che il denaro fatica ad arrivare o a rimanere, che certe dinamiche si ripetono da anni nonostante i cambiamenti operativi, forse è il momento di guardare oltre i numeri. Ci sono radici invisibili che aspettano solo di essere viste. E quando vengono riconosciute, l’hotel – e chi lo abita ogni giorno – può tornare a respirare, crescere e prosperare con più leggerezza.

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